“Mi sono dimessa dal Tg1 per senso del dovere”. E’ quanto ha detto la giornalista Maria Luisa Busi intervistata questa sera a ‘Le invasioni barbariche’ su La7.
“Dov’è l’Italia – ha affermato riferendosi al Tg1 – che esiste e che non raccontiamo più, dov’è l’Italia dei cassaintegrati, dov’è l’Italia dei precari sui tetti, dove sono le donne vere di questo Paese? L’Italia delle persone che devono levarsi il sangue come quell’infermiera di Napoli, certo abbiamo fatto i pezzi quando è morta, ma non abbiamo mai parlato dei problemi che questa donna aveva. Mi sono dimessa dal Tg1 per senso del dovere, è la verità. Non avevo pronto un posto in Parlamento, come è stato scritto. Essere autonomi di testa in questo Paese non paga”. Per le sue dimissioni la gente dell’Aquila e’ stata fondamentale.
Ricordando l’episodio di proteste nella citta’ abruzzese, Busi ha detto: “La gente dell’Aquila è stata fondamentale, non si trattava di pericolosi sovversivi ma del nostro pubblico. Gridavano: ‘Vergogna, vergogna, voi del TG1′ e poi un ragazzo con una telecamerina mi ha gridato: ‘Io faccio il tuo lavoro ma non guadagno come te’. Aver fatto le cose nelle regole e sentirsi tacciare di ‘venduto’, mi è dispiaciuto. Le persone che mi urlavano ‘vergogna’, avevano ragione”. In Rai – ha continuato – ”la carriera che fanno le donne e’ una carriera di facciata. Ho visto carriere folgoranti, ma soprattutto di uomini. Adesso c’è una tendenza femminile di prendere il peggio dei percorsi maschili”.
Fonte: www.blitzquotidiano.it
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domenica 21 novembre 2010
giovedì 18 novembre 2010
Saviano: La ‘ndrangheta interloquisce con la Lega
Nella seconda puntata di Vieni via con me, che ha riscosso un grandissimo successo, con circa nove milioni di spettatori, il tema centrale della serata è stato l'eutanasia, ma ha trovato spazio anche l'argomento delle organizzazioni criminali e i loro rapporti con il mondo politico.
Roberto Saviano ha lanciato una pesante accusa nei confronti della Lega Nord: "la ndrangheta inteloquisce con la Lega".
Un'accusa pesantissima, cui non è mancata la replica del ministro leghista Maroni, il quale ha parlato di "accuse infamanti".
Se, come credo, le accuse dovessero rilevarsi esatte, teniamoci pronti a un nuovo cambio di legge, per come è successo in questi ultimi 15 anni, tutte le volte che il potente di turno, commetteva un crimine, con una leggina, si metteva a posto tutto, per evitare la galera.
A proposito di questo, un eccezionale Paolo Rossi, ospite della puntata, ha concluso il suo monologo dicendo che la differenza tra i ricchi e i poveri è che, per i poveri, fatta la legge, bisogna trovare l'inganno per arrestare i colpevoli, mentre per i ricchi, fatto l'inganno, bisogna trovare la legge per impedire che la giustizia faccia il suo corso.
Nel suo intervento (potete trovare in fondo alla pagina il video) Saviano, ricorda che Uno dei fondatori della Lega Nord, Gianfranco Miglio, in un'intervista disse: "io sono per il mantenimento delle mafie e della 'ndrangheta.
I fatti sono questi: la Lega Nord, è ai vertici del governo italiano. Se, ripeto, ci fosse un riscontro con le accuse di Saviano, credo e spero (perché di noi italiani non ci si può mai fidare) che nessuno dia più un solo voto a questo partito. Anche perché se è vero che la bandiera è il simbolo di una nazione, non riesco a capire come sia possibile che persone italiane che davvero tengono al proprio Paese, possano dare il voto, a Umberto Bossi, uno che - come disse il 26 luglio del 1997 a Cabiate (Como), durante una festa della Padania - col tricolore ci si pulisce il culo.
Fonte: http://www.reportonline.it/2010111643549/politica/saviano-qla-ndrangheta-interloquisce-con-la-legaq.html
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